Benedetto (CD) su PD: “Forti con i deboli e deboli con forti”

Nicola Benedetto - Primo Piano

“Forti con i deboli e deboli con i forti”: è il motto che anima i maggiori esponenti lucani della sinistra Pd che fa capo all’on. Speranza. Nicola Benedetto - Primo PianoI segnali sono chiari nei comportamenti specie del segretario provinciale di Matera Bellitti, dopo anni di seconda fila diventato lo stratega della nuova stagione di conflitti interni e che pur di recuperare uno “strapuntino” alla Provincia di Matera sta facendo una sorta di pressing nei confronti del Presidente De Giacomo che non deve cedere le sue prerogative istituzionali in materia di nomine. A Pisticci, inoltre, non si riesce a tenere il consiglio comunale per l’assenza non giustificata di un consigliere della stessa componente della sinistra Pd. E sempre nel Materano il comportamento di Bellitti è destinato ad un ennesimo suicidio del Pd dopo quello di Matera. Il rinnovo dei consigli e delle giunte di Pisticci e di Montescaglioso è una scadenza ravvicinata rispetto alla quale la linea della sinistra Pd non può che portare alla sconfitta elettorale certa, proprio come è accaduto a Matera e a Bernalda. Ma gli speranziani, se fanno i forti con i deboli colleghi del Materano, pur potendo contare in Consiglio Regionale su cinque consiglieri, sono deboli con il forte Pittella guardandosi bene dal porre problemi sulla nuova giunta e dal sostenere la scelta di nomine politiche e non più tecniche. E’ un gioco che non solo porta il Pd già in dissoluzione, perché non sarà certo l’adesione di alcuni consiglieri comunali di Gorgoglione a salvarlo rimpiazzando la fuga di decine e decine di altri consiglieri, ma si ripercuote sulle istituzioni (Regione, Provincia di Matera, Comuni) e sulla politica. Un gioco che si svolge sulla pelle delle nostre comunità locali alle prese con problemi di emergenza sociale sempre più gravi. Centro Democratico non intende stare al gioco e né fare da spettatore e invita gli altri partiti del centro sinistra ad inchiodare con fermezza i gruppi dirigenti del Pd di ogni componente, moderata, sinistra, neutrale, alle proprie responsabilità e ad uscire dalla guerra interna di posizione per affrontare i problemi veri della gente con strumenti e amministratori adeguati.(AGR)

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