Maria Antonietta D’Onofrio vince il premio di poesia città di Caserta

Maria Antonietta D’Onofrio l’avevamo vista pochi mesi fa vincitrice del Premio Letterario NapoliTime, con il libro FB_IMG_1442953352029“Poeti di mandorla amara”.L’autrice pisticcese si è ripetuta sabato scorso sempre in Campania questa volta nel contesto incantevole della Reggia di Caserta dove ha vinto nella seconda edizione del Premio Internazionale di Narrativa e di Poesia “Città di Caserta”. L’evento organizzato dall’Associazione Culturale Mediterraneo in collaborazione con l’Ente Provinciale del Turismo Città di Caserta, dove la scrittrice pisticcese si è classificata al primo posto ad ex equo con lo scrittore napoletano Gennaro Castaldo (nella foto insieme a Maria Antoniettà D’Onofrio).“Inatteso e inaspettato… (forse perché non crediamo) e grandissima soddisfazione gioia sorpresa e felicità” questo il commento della Dottoressa Maria Antonietta D’Onofrio, medico di famiglia di Pisticci, in cui narra nel romanzo una storia di disagio e di dolore di due Adolescenti Angelo e Filomena, liceali degli anni settanta che si sentono “diversi” in un mondo fatto sempre più di apparenza e non di essenza.Una volontà di dar voce agli esseri umani inascoltati, spostati al margine e ignorati e riaffermare il concetto di “dignità” dell’essere umano senza distinzione di genere “sesso, razza, religione ceto sociale/culturale”. Poeti di Mandorla amara edito da Mannarino di Brescia, è il terzo romanzo scritto da Maria Antonietta D’onofrio, già adottato e presentato nelle scuole, e nelle Associazioni Culturali impegnati nel Sociale. Come la stessa Autrice, che questa estate ha avuto la geniale idea di scrivere una sorta di “Diario di una Discarica”, una sorta di diario di Bordo scritta sui Social (con tanto di foto), per cercar di sensibilizzare, denunciando le malefatte di coloro che abbandonano senza scrupolo rifiuti di ogni genere, e un po’ ironizzando ha interpretato la “Stessa discarica”, descrivendo come e in che modo veniva perpetrato il reato dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti, dispensando anche consigli per poter prevenire tali reati perché l’ambiente è di tutti come lei stessa afferma. In un certo modo lo stesso stile usato nel romanzo che, se pur con delicatezza e dolcezza di stile, alza la voce, rivendicando i diritti.

Lino De Marsico

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