Referendum Petrolio: Benedetto(CD), debacle annunciata

Nicola Benedetto - Primo Piano

“Il no al referendum petrolio abrogativo delle norme nazionali che regolano le autorizzazioni per l’estrazione di idrocarburi espresso dal Parlamento siciliano, con il voto determinante di una quindicina di deputati del Pd, conferma la mia valutazione: sul fronte referendario siamo ad una debacle annunciata”. Nicola Benedetto - Primo PianoLo ha detto il capogruppo di Cd in Consiglio Regionale Nicola Benedetto per il quale “nonostante il tentativo spasmodico di queste ore di convincere altre Regioni a sostenere il referendum, è evidente che l’elettorato italiano, ammesso che decidesse di andare ai seggi elettorali, consentendo di raggiungere il quorum, negato in tutte le consultazioni referendarie degli ultimi 20 anni, finirebbe per dare piena legittimazione alla scelta del Governo Renzi a favore delle lobby petrolifere che vogliono disco verde per trivellare non solo il sottosuolo ma anche il mare delle nostre coste. Dunque si risolverebbe in un sonoro autogol. Bisogna prendere atto, con sano realismo, che gli italiani che risiedono nelle Regioni che non hanno alcuna voglia di imbarcarsi in una “guerra costituzionale” e di forzare il bunker della Corte Costituzionale, sono di gran lunga più numerosi dei no-triv di Basilicata, Marche, Molise, Puglia e Sardegna”.
Per Benedetto “c’è un’altra questione che sta emergendo nelle ultime ore dopo i lavori della direzione nazionale del Pd. Giornali e commentatori politici riferiscono – evidenzia – che la minoranza dem, da noi gli anti-renziani con i tanti democratici in prima fila e tra i più tenaci sostenitori del fronte referendario, sono disponibili a raggiungere un accordo per ammorbidire la proposta di riforma elettorale e del nuovo Senato, che tradotto in linguaggio meno politichese significa assicurarsi qualche posto nel nuovo Senato, qualunque fosse, vale a dire di minore rilevanza istituzionale dell’attuale. Si profilerebbe dunque un’intesa nella quale sacrificare la posizione di rottura con Renzi sul petrolio è il minimo che i nostri anti-renziani possano fare.
Continuo a sostenere che – dice Benedetto – non si può continuare a prendere in giro i lucani: a Potenza no-triv e a Roma più morbidi per non inimicarsi il Premier. Pertanto l’autorizzazione a far diventare la Basilicata terra di gruviera non deve diventare materia di scambio per altri interessi meno nobili”.

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